Beppe Schiavetta

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Corrotte macerie

2022, Installazione permanente, per il 15° anno di Fondazione CIMA, Savona
Testo di Franco Siccardi


2022, gres, ossidi, smalti, cm 188x276x28


particolare

Cosí dunque anche intorno, le mura del vasto mondo, espugnate, finiranno in rovina e in corrotte macerie

Lucrezio, De rerum natura, libro II°, 1144-1145

Mentre preparavo i quadri su il "Lamento per Ur", pensavo che, nonostante nei poemi sumerici letti per documentarmi si parlasse di sentimenti ed emozioni molto umane, tutto veniva rivolto soprattutto agli dei e al regnante del momento.

E gli uomini? E i lavoratori dei campi?

Com'era la stalla da dove era fuggito ii toro?
Cosa restava delle abitazioni del popolo?
E delle mura che cingevano la città, che erano servite anche a rinchiudere i cittadini (beni del signore, produttori di ricchezza per lui) ma non a proteggere dai nemici esterni?
E dei canali, degli argini che li delimitavano?

L'opera "Corrotte macerie" è nata proprio dall’idea del muro, da cui è poi scaturita la riflessione sui confini, fisici e mentali, sui limiti artificiali che ci imprigionano fisicamente e mentalmente fingendo di proteggerci.

Ma i muri di confine, gli argini, le barriere se sono artificiali non durano che pochi anni, geologicamente parlando.

Risolvono problemi momentanei, nonostante gli imperi “millenari" desiderati da potenti sconsiderati: è mia opinione che la natura sia piu forte dell'umano più potente e che si debba abbandonare il concetto di piegarla ai propri momentanei interessi, e che le migrazioni dei popoli abbattono ogni confine artificiale.

Beppe Schiavetta
L’ingegno, la follia, la conoscenza

2008, Installazione permanente, Campus universitario di Savona
Testo di Felice Rossello



Le tre stele nel loro complesso rappresentano il pensiero umano.
L'INGEGNO (a sinistra)
legno di larice, polvere di marmo e polimeri, cm 314x87x24
Raffigurato con quattro teste, guarda in ogni direzione, pondera, studia. Regge una sorta di bilancia che precorre la leva.
LA FOLLIA (al centro)
legno di larice, rame, cm 316x95x33
Un duplice viso fatto a fiamma, il primo con testa verso la terra e il secondo verso il cielo. Rappresenta la follia creativa, il coraggio di guardare dove di solito non si guarda.
LA CONOSCENZA (a destra)
legno di larice, polvere di marmo e polimeri, cavo d'acciaio, cm 312x116x10 E' femmina, pondera, misura e guarda, con un viso alla sua interiorità, con l'altro al mondo esterno.











Di me paralleli

2008, Installazione temporanea, Laigueglia (SV)
catalogo,

Testo di Maria Vittoria Zumaglino



... che portano doni

2007, Installazione temporanea, Ecomuseo dei Terrazzamenti, Cortemilia (CN)
catalogo



Memorial Ezra Pound

vista generale
2003, Bergolo (CN)
Testo di Dino Molinari




particolare


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